Sinistra Ecologia e Libertà

Roma - Municipio 13

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Restyling sul Lungomare di Ostia

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SEL Casa della Sinistra XIII Municipio denuncia la mancanza di programmazione

 

Martedì 17 Aprile il Circolo SEL Casa della Sinistra XIII Municipio ha promosso un incontro con i cittadini e i comitati di quartiere del municipio per parlare di assetto del territorio, sicurezza idraulica e sicurezza stradale. In quella sede abbiamo denunciato la mancanza di programmazione e la necessità di superare la logica dell'emergenza perché si spende e si parla troppo e si realizza troppo poco. Documentando la pericolosità e l’abbandono in cui versano molte tratte stradali, troppo spesso note alla cronaca per incidenti mortali, abbiamo cercato di stimolare la nostra Amministrazione Municipale e Comunale al fine di avviare quanto prima dei lavori di messa in sicurezza nelle zone più a rischio del nostro Municipio. In questi giorni l’amministrazione municipale ha avviato un cantiere per il rifacimento dell’intero Lungomare Toscanelli e successivamente del Lungomare Vespucci, un’opera capace di ristrutturare completamente più di 30 mila metri quadri di lungomare, ripristinando la segnaletica orizzontale, e ripulendo interamente le canalizzazioni di drenaggio per le acque piovane. Siamo certi; dichiarano Maurizio Carrozzi e Marco Possanzini,  Coordinatore del circolo SEL Casa della Sinistra XIII Municipio e referente per il circolo sui temi della manutenzione stradale, che i cittadini di Ostia, i turisti e i romani tutti, saranno ben felici di trovare il lungomare stradale completamente ricostruito. Siamo altresì certi che anche l’ AssoBalneari, costituito dalle sue innumerevoli strutture balneari a pagamento che si snodano casualmente proprio dal lungomare Toscanelli al lungomare Vespucci,  sarà felicissimo di questo cantiere che si chiuderà in poco meno di 60 giorni, un record. Chiediamo che la stessa velocità e lo stesso impegno siano destinati alla immediata messa in sicurezza di alcune tratte stradali del nostro territorio, colpevolmente lontane dai citati lungomare, come ad esempio Via di Castel Fusano. Chiediamo inoltre che, immediatamente, venga ripristinata la segnaletica orizzontale la dove è scomparsa, soprattutto nelle vicinanze di scuole e ospedali. Non vorremmo che l’amministrazione “dimentichi” le migliaia di cittadini, considerandoli di serie B,  i quali ogni giorno combattono contro il degrado stradale, l’abbandono, e non per ultimo, pagano onestamente le tasse. Combattiamo l’idea che l’interesse di una categoria, una corporazione come lo è l’AssoBalneari, possa prevalere sull’interesse e sulle necessità della comunità tutta. Soprattutto in materia di sicurezza e di decoro urbano.

 

 

25 APRILE IN RICORDO DEL COMPAGNO ALBERTO

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Cari/e Compagne/i Il 25 Aprire SEL sarà presente al corteo organizzato dall’ANPI , l’appuntamento per tutti/e è alle ore 9.00 sotto l’arco di Costantino , mi raccomando portate le bandiere, segue il comunicato stampa dell’ANPI.

Alle 20,30 cena presso il centro anziani di Ostia Antica festeggeremo il giorno della liberazione e ricorderemo insieme la figura del compagno Alberto Corsi.i

 

UN'ALTRO SVILUPPO è POSSIBILE

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INTRODUZIONE ALL'ASSEMBLEA PUBBLICA DI MARTEDI 17 APRILE

 

Negl'ultimi decenni gran parte del territorio del XIII Municipio del Comune di Roma, nella fattispecie l'area dell'entroterra, e' stato caratterizzato da un enorme e complessa attività urbanistica generatasi al di fuori di qualsiasi pianificazione urbanistica ed infrastrutturale, con la modifica, nella maggior parte dei casi, della destinazione d'uso di intere zone che da agricole sono state urbanizzate più o meno densamente.

 

Oggi la parola che emerge prorompente quando si parla dell'urbanistica di un area periferica come quella XIII Municipio è “Recupero”, decisamente in contrasto con la parola “sviluppo” e con l'idea di sviluppo che Sinistra Ecologia e Libertà vorrebbe per il nostro territorio.

 

La programmazione urbanistica, ad eccezione dei grandi piani di speculazione edilizia, è stata e lo è ancora totalmente basata sul recupero, abbiamo piani di recupero delle zone ex abusive, programmi di recupero urbano, piani di risanamento, piani integrati, varianti di recupero. Tutti questi strumenti hanno interessato e regolano tutt’ora le attività sia nelle aree urbanizzate o meno presente sul nostro territorio.

 

L'approvazione del Nuovo Piano Regolatore Generale, avvenuta nel 2008,  ha permesso di riorganizzare  tutti i sistemi urbanistici presenti sul territorio in un unico tessuto pianificato e regolamentato, ma la cultura del “recupero” dovrebbe essere definitivamente sostituita da quella dello  “sviluppo”.

 

Ogni intervento urbanistico di recupero, rappresenta per il nostro territorio un operazione atta a sanare una situazione pregressa, un mero intervento eseguito solamente ai fini di colmare temporaneamente un vuoto urbanistico creato qualche decennio prima. Esso quindi si traduce in un intervento risolutivo di breve durata, che non può essere di certo considerato garantista, sicuro, lungimirante, tutte peculiarità queste necessarie ad una pianificazione basata su uno sviluppo programmatico secondo il principio di dare garanzie oggi e un futuro al territorio e ai cittadini di domani.

L'impegno di Sinistra Ecologia e Libertà è quello di trovare uno sviluppo deciso e che più si conforma al nostro territorio partendo dall'emergenza idrogeologica che oramai da quasi dieci anni sta seriamente compromettendo la sicurezza dei cittadini che vi abitano.

Affrontare l'emergenza quindi rappresenta per noi il primo obbiettivo da cui partire, proponendo alle Amministrazioni ed Enti competenti delle soluzioni che  in questa sede possano essere condivise.

Il Dipartimento Sviluppo e Infrastutture del Comune di Roma ha recentemente elaborato, tramite la Società Risorse per Roma S.p.a., un piano di risanamento idraulico del Municipio XIII, uno strumento tecnico-economico volto ad individuare gli interventi necessari per risolvere i fenomeni di allagamento connessi all'insufficienza del sistema di drenaggio urbano, basato su criteri dell'invarianza dei scarichi finali e sulla realizzazione di opere in relazione alle problematiche idrogeologiche dell'area d'intervento.

Mentre SEL propone:

-    che il piano di risanamento idraulico del XIII Municipio sia, in questa fase di emergenza, uno strumento guida per l'individuazione delle criticità più rilevanti nel sistema idraulico e per il finanziamento delle opere individuate come necessarie ad eliminare le suddette criticità.

-    che l'Amministrazione Comunale istituisca per l'emergenza idraulica un fondo speciale finanziato da quota parte dei proventi relativi agli oneri concessori pagati per i permessi di costruire rilasciati nell'area interessata dal risanamento. Non possiamo continuare a fronteggiare l'emergenza con finanziamenti esigui messi in bilancio e poi nella maggior parte dei casi spostati per finanziare altri progetti, ritenuti persino più importanti di questi.

-    che l'Amministrazione inserisca nel fondo speciale per il risanamento idraulico i proventi degli oneri concessori e del contributo straordinario  generati dalla Legge Premio del “Piano Casa”, derivati dall’attuazione dello stesso sul nostro territorio.

-    che, fronteggiata l'emergenza, il piano di risanamento idraulico venga trasformato in un piano attuativo di sviluppo programmatico, che miri non solamente a garantire nel prossimo futuro la sicurezza idrogeologica  del territorio, ma anche volto ad integrare nell'attuale contesto urbano, tutte quelle strutture idriche come canali, bacini di raccolta e  centrali di sollevamento, oggi considerate solo per la loro mera funzione idraulica e di tramutarle in opere in grado di dare un valore aggiunto al contesto territoriale che le circonda, come succede in molte altre città italiane ed europee.

-    che vengano bloccate le cementificazioni delle nuove speculazioni edilizie previste sul nostro territorio, visto il grave stato di collasso in cui riversa il sistema idrico e viario dell’area; nonché delle ulteriori varianti ai piani già approvati che prevedono aumenti di cubature e cambi di destinazioni d'uso di aree appunto già fortemente compromesse.

-    che siano adottate per le nuove edificazioni pubbliche e private, in fase di rilascio di licenze edificatorie previste dai piani particolareggiati e di recupero, norme più severe sul divieto di smaltimento delle acque piovane in fogna, provenienti da tetti e giardini, e norme sull'obbligo di dotarsi di sistemi di stoccaggio e dispersione dimensionati in funzione della capacità di smaltimento del terreno su cui si trova l’edificio e altresì che le superfici libere da edificazione siano mantenute con un elevata percentuale di permeabilità.

 

Noi di SEL pensiamo che le proposte avanzate possano essere il tracciato di una nuova strada e che siano una risposta concreta per  fronteggiare l'attuale emergenza sulla sicurezza idrogeologica del nostro territorio.

 

CAMPAGNA STRADE DISSESTATE

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Il Municipio Roma XIII si estende su di una superficie di 15.064,27 ettari, è il terzo Municipio in quanto ad estensione dopo il XX ed i XII, vi risiedono circa 216.515 persone  ed è il Municipio con il maggior numero di residenti dopo l' VIII. Situato a sud del centro storico, prospiciente il mar Tirreno, suddiviso in 10 zone urbanistiche, il Municipio XIII rappresenta l’unico accesso al mare per la città di Roma. Il nostro territorio, per le sue caratteristiche archeologiche, naturalistiche, turistiche, culturali, si presta ad essere la punta di diamante della Capitale d’Italia. Percorrendo le strade che definiscono la tredicesima divisione amministrativa di Roma, non si può evitare di osservare un degrado stradale intollerabile. Segnaletiche verticali divelte, segnaletiche orizzontali completamente cancellate, strade dissestate e incuria territoriale, sono purtroppo il pessimo biglietto da visita di un’amministrazione troppo attenta alle speculazioni edilizie e completamente assente nella cura e nel mantenimento dei beni comuni e dei servizi di pubblica utilità in generale. Il circolo SEL “ Casa della Sinistra” , proprio per denunciare questo progressivo stato di abbandono ha deciso di lanciare una campagna, denominata “fotoreporter per un giorno”, al fine di coinvolgere tutti i cittadini in un’opera di denuncia fotografica. Dal significato delle parole “partecipazione” e “trasparenza” vogliamo ripartire. Partecipare significa essere presenti, non ignorare ciò che accade intorno a noi, denunciare il disagio di un singolo cittadino come quello di una intera comunità. Trasparenza significa essere a conoscenza, sapere, chiedersi e pretendere di conoscere come e dove l’amministrazione spende le risorse dei cittadini. Con questo lavoro vogliamo scuotere le coscienze, abbiamo l’ambizione di voler tornare ad essere protagonisti perché siamo stanchi di essere governati da chi pensa soltanto ai proprio esclusivi interessi, danneggiando irrimediabilmente tutti i cittadini e sfigurando progressivamente uno dei territori più belli d’Italia.

Dedichiamo questo lavoro al Compagno Alberto Corsi, mai scomparso dai nostri cuori e dalle nostre battaglie.

 

 

 

 

Roma 18 Gennaio 2012

 

 

Pianificazione degli Investimenti

 

Una pianificazione “intelligente” degli investimenti rappresenta l’unico modo per coniugare risparmio ed efficienza, di seguito verrà riportata una brevissima analisi sulla pianificazione degli investimenti in materia di mantenimento dell’integrità della pavimentazione stradale.

Il sistema di trasporto stradale, come è noto, riveste un ruolo fondamentale e strategico nello sviluppo economico e sociale di un’area urbana. In questo contesto le Amministrazioni competenti sono chiamate ad un compito di notevole rilevanza e fino ad oggi spesso trascurato: pianificare la manutenzione delle pavimentazioni in modo da garantire una sicura e continua accessibilità e fruibilità della rete, ottimizzando le risorse disponibili e preservando al contempo il patrimonio stradale urbano.

Molti incidenti automobilistici hanno come causa diretta la mancata manutenzione stradale, moltissimi traumi da caduta sono la conseguenza di mancati interventi, a volte estremamente banali ed economici, tutto questo ha implicazioni sociali ed economiche estremamente rilevanti.

Una buona amministrazione non è soltanto quella capace di essere parsimoniosa in materia di spesa pubblica ma è anche quella capace di spendere in maniera sapiente e programmata i soldi dei contribuenti.

Nell’ambito del sistema di trasporto stradale e dello sviluppo infrastrutturale, la manutenzione delle pavimentazioni stradali e quindi il mantenimento in condizioni “ottimali” del patrimonio esistente riveste un ruolo fondamentale. Gli interventi di manutenzione sulle pavimentazioni stradali devono essere però individuati in base ad una preliminare pianificazione da estendere ad un arco temporale di riferimento, al fine di garantire adeguate condizioni di sicurezza e comfort della circolazione, ottimizzando gli investimenti.

Esistono dei criteri capaci di sviluppare un sistema di gestione nell’ambito del mantenimento delle pavimentazioni stradali? A nostro avviso la risposta è SI. Non soltanto esistono ma possono addirittura essere adottati a livello nazionale. Per quel che concerne l’aspetto dei costi verrà dimostrato con dei dati specifici e con un diagramma esemplificativo come, nell’ambito di una manutenzione programmata, la spesa non soltanto risulta contenuta ma analizzata nel classico rapporto spesa/efficienza, non si può non osservare come una pianificazione manutentiva produce un aumento dei benefici ( reali e percepiti ) a costi contenuti, naturalmente in relazione ai costi impiegati nel caso di un ripristino totale della pavimentazione e delle opere ad essa connessa. Il degrado urbano non soltanto produce pericoli per i cittadini, è anche un carico economico ingentissimo sulla spalle della collettività. I criteri citati in precedenza sono essenzialmente 4:

 

 

1. Dati di archivio: implementazione della base dati necessaria ad una corretta pianificazione della manutenzione. A tale scopo è necessario poter disporre, a livello di tutta la rete stradale compresa in ogni giurisdizione, delle informazioni essenziali per poter svolgere le analisi sopra citate. L’organizzazione di questi dati, con delle appropriate soluzioni informatiche, facilita notevolmente lo svolgimento delle analisi e permette allo stesso tempo un controllo razionale della completezza dei dati. Nella definizione dei dati occorre tenere presenti i criteri adottati per la costituzione e l’aggiornamento delle banche dati. In particolare si fa riferimento ad un comma del Codice della Strada che prevede l’obbligo, per gli Enti proprietari

delle strade, di istituire e tenere aggiornati la cartografia (grafo stradale: dati geografici, cioè dotati di componente spaziale georeferenziata) ed il Catasto delle Strade (dati alfanumerici). Appare chiaro che quest’ultimo sia uno degli strumenti fondamentali per la costituzione di una banca dati. Le modalità per istituire e aggiornare il Catasto delle Strade sono stabilite da apposito decreto.

 

2. Indici di stato: descrizione degli indicatori di stato necessari a descrivere le caratteristiche strutturali e funzionali della pavimentazione. Per una corretta pianificazione della manutenzione stradale è quindi necessario conoscere lo stato della strada che viene ben rappresentato da una serie di indici (possibilmente parametri fisici misurabili) relativi a caratteristiche intrinseche della sovrastruttura. La scelta degli indici andrà ad influenzare tutta l’architettura del sistema di gestione, andando a interessare tutte le fasi critiche dell’elaborazione dei dati (degrado nel tempo, valutazione benefici, valutazione delle condizioni della strada, composizione dell’indice fondamentale di qualità della pavimentazione, etc.). Si descrivono brevemente i principali indicatori specifici richiamando i principali riferimenti da seguire per una corretta misura degli stessi. Si presentano inoltre alcuni indici sintetici (1-5) ricavati a partire dalla valutazione degli indici specifici. Gli indici sintetici risultano di estrema utilità nei sistemi di gestione anche per fornire un giudizio di tutto il complesso strada; un indice globale può essere quindi strutturato anche per accogliere al suo interno indicatori che possono prevedere una valutazione di altre caratteristiche della strada oltre a quelle relative la pavimentazione, come la sicurezza, ma anche segnaletica orizzontale e verticale, ecc. Ovviamente categorie di strade diverse possono e devono prendere in considerazione un numero complessivo di indicatori diverso, numero che dovrebbe decrescere nelle tipologie di strade con minore traffico o di ridotta importanza.

 

3. Curve di degrado: introduzione all’individuazione di opportune curve di decadimento degli specifici indicatori di stato. La definizione dei dati di archivio ed il rilievo degli indici di stato risultano essere di scarsa utilità se non si dispone di strumenti atti a prevedere l’evoluzione futura dello stato della sovrastruttura. L’obiettivo è quello di individuare il momento in cui attivare un determinato intervento manutentivo all’interno della vita utile della pavimentazione in modo da ottimizzare i costi e limitando i disagi agli utenti. L’osservazione nel tempo dei diversi parametri che descrivono le caratteristiche funzionali e strutturali della strada, associato alla definizione di opportuni livelli di soglia, permette quindi di tenere sotto controllo lo stato di degrado della pavimentazione. La figura 1 rappresenta in modo chiaro la tempistica con cui una amministrazione può intervenire a ripristinare le caratteristiche prestazionali di una pavimentazione.

 

 

Figura 1 - Esempi di possibili curve di decadimento

Il rispetto della vita utile di progetto è garantito soltanto se la pavimentazione è accompagnata nel tempo da una adeguata manutenzione preventiva (in rosso in figura 1) che agisca preventivamente sulle cause del degrado (per esempio sigillando le fessure per evitare che l’acqua penetri nella sovrastruttura). Senza questo tipo di manutenzione la pavimentazione è destinata a degradare in modo repentino, riducendo drasticamente la propria vita utile, con conseguente incremento dei costi a lungo termine. La pratica corrente, purtroppo, è di intervenire a danno già avvenuto, quando la pavimentazione ha già subito una riduzione notevole delle prestazioni, situazione che oltre a diminuire la vita utile di progetto, comporta maggiori costi in interventi radicali  e soprattutto maggiori rischi per chi percorre la strada (diminuisce la sicurezza). Sono stati illustrati infine dei modelli di degrado, sviluppati in campo nazionale e internazionale, per alcuni degli indicatori di stato descrivendo in maniera sintetica il processo impiegato per la loro determinazione

 

 

4. Pianificazione della manutenzione: si introducono le tecniche di pianificazione più diffuse, la priorizzazione e l’ottimizzazione. Un’Amministrazione può effettuare la scelta del “come”, “dove” e “quando” intervenire sulla pavimentazione stradale in modi diversi in relazione al tipo, alla qualità e quantità dei dati e alle informazioni disponibili. Qualora siano acquisiti dati inerenti lo stato della pavimentazione (portanza, aderenza, regolarità, etc.) in modo sistematico e per più anni, è possibile tracciare le curve di degrado dei parametri di stato rappresentative dell’evoluzione temporale di tali indici per effetto del traffico e del clima. Se sono note le curve di degrado è possibile costruire un sistema di gestione della manutenzione con la possibilità di effettuare una programmazione pluriennale degli interventi manutentivi necessari in relazione agli scenari di budget ed ai livelli di qualità delle pavimentazioni ipotizzati. In questo contesto, definiti i benefici ed i costi di ciascuna strategia manutentiva, la scelta degli interventi può avvenire sulla base di criteri di

ottimizzazione” attraverso i quali si seleziona la strategia, tra quelle tecnicamente ammissibili, di massima redditività. Verso questo tipo di gestione deve tendere un’Amministrazione, la quale, dunque, nel lungo periodo dovrà prevedere l’effettuazione di un appropriato monitoraggio della rete ed in particolare delle condizioni delle pavimentazioni. In assenza di un monitoraggio siffatto, e dunque nell’impossibilità di stabilire un valore temporale di riferimento per l’effettuazione degli interventi, il sistema di gestione deve avere la funzione di proporre all’Amministrazione le “priorità d’intervento”, cioè una lista contenente tutti i tronchi stradali della rete nell’ordine secondo cui si dovrà intervenire.

Questa analisi comporta due ultime riflessioni, una sul monitoraggio della pianificazione, anche in relazione agli eventi atmosferici o catastrofici che possano in qualche modo alterare l’ordine delle priorità, l’altra sugli interventi di manutenzione veri e propri i quali non possono essere approssimativi o altrimenti detti “emergenziali”. Ogni intervento deve essere eseguito secondo le “regole dell’arte”, certificato dall’azienda che ha effettuato il lavoro e garantito dalla stessa per un minimo arco temporale in riferimento alle normative vigenti.

Gli interventi di manutenzione devono essere pianificati su un arco temporale di riferimento, in base alle condizioni della rete (attuali, previste e attese), nonché eventualmente anche in relazione ad altri fattori (politiche di sviluppo, esigenze della circolazione, etc.), perseguendo comunque obiettivi di massimizzazione della sicurezza e del comfort degli utenti e verificando il ritorno economico degli investimenti. Ai fini della scelta di un intervento manutentivo va quindi preliminarmente effettuata un’analisi mirata alla individuazione dell’efficacia tecnica e della valenza economica di ciascun intervento. In relazione al contesto di applicazione, vanno in particolare considerati e valutati i seguenti elementi:

  • tipologia più opportuna di intervento (trattamenti superficiali, rafforzamenti tramite aggiunta di nuovi strati, rifacimento dei soli strati legati tramite fresatura e sostituzione, risanamenti profondi, etc.)
  • tipologie di degrado e valori assunti da uno o più indici di stato che suggeriscono l’effettuazione dell’intervento (es.: fresatura e sostituzione dello strato di usura se l’aderenza e la regolarità sono insufficienti ma la pavimentazione è ancora strutturalmente adeguata)
  • standard prestazionali della tratta
  • valori prestazionali a cui sono riportati gli indici di stato dopo l’effettuazione dell’intervento
  • spessore dell’intervento, in relazione ai vincoli presenti (cordoli laterali, chiusini, spessori degli strati da fresare, etc.)
  • durabilità dell’intervento, ovvero velocità di degrado degli indici di stato in relazione al traffico ed alle caratteristiche ambientali del contesto di applicazione
  • eventuale utilizzo di tecnologie idonee per conseguire particolari prestazioni (es.: leganti con polimeri, etc.)
  • velocità di realizzazione dell’intervento
  • costo in relazione alle risorse disponibili

 

Una comparazione fra questo modello di calcolo ( previsione ), molto “primitivo” e “impreciso” in quanto non tiene conto di tutte le variabili possibili, e la reale spesa sostenuta dalle amministrazioni locali del Municipio XIII è a dir poso sconfortante. La spesa realmente sostenuta, estratta dai bilanci municipali pubblicati, è quasi doppia rispetto alla spesa prevista nel caso in cui fosse applicato il modello di manutenzione programmata da noi costruito.

Naturalmente la mancanza di raffinatezza nel modello studiato potrebbe essere fonte di polemica, ma se ci fermiamo all’analisi dei numeri ( costi di svariati milioni di euro ), anche se ci fosse qualche punto percentuale di errore nella comparazione fatta( in eccesso o in difetto ), risulta essere un errore tollerabile in quanto lo scarto fra costi previsti e costi sostenuti supera abbondantemente il 45%.

Per capire meglio la natura dei criteri con i quali è stato costruito il modello di calcolo, è necessario sottolineare che è stato considerato un intervallo di tempo di 20 anni ( durata media di una pavimentazione stradale costruita alla regola dell’arte ). In questo lasso temporale c’è spazio anche per le emergenzialità ( anni in cui la piovosità è stata ben sopra la media, anni molto severi dal punto di vista climatico), ma si comprende benissimo come su di un arco temporale così grande gli anni considerati “fuori media climatica” sono una piccolissima percentuale del totale.

In questo modello non è stata presa in esame l’efficienza legislativa, in termini di costi e di efficienza,  in quanto le procedure di “somma urgenza” seguono dei canali non sottoposti a rigidi controlli.

La comparazione più efficace risulta essere quella fra il reale stato di degrado delle nostre strade da un lato e le imposte sostenute dai cittadini con i costi relativi ai danni subiti dai cittadini stessi a causa dall’incuria stradale dall’altro. Non abbiamo considerato la “percezione” dei cittadini relativamente ai dissesti stradali in quanto le foto arrivate nella nostra mail sono spalmate uniformemente su tutto il XIII Municipio, quindi non c’è un problema “locale” ma c’è un degrado uniformemente diffuso su tutto il territorio.

I Costi di mantenimento di una pavimentazione stradale ( segnaletica verticale e orizzontale ecc..) sono circa la metà rispetto ai costi che si devono sostenere nel caso di intervento d’urgenza, ad esempio dopo anni di incuria da parte delle amministrazioni.

Se poi immaginiamo come l’efficienza di una strada sia importante non soltanto per la fluidità della viabilità, ma anche per il drenaggio delle acque reflue ( piovane ) e non per ultimo sia fondamentale per la sicurezza dei cittadini ( pedoni, automobilisti, ciclisti ), si comprende immediatamente come una manutenzione programmata possa essere il fiore all’occhiello di una buona amministrazione.

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Vizzani approvi lo statuto del nuovo consorzio per il teatro del Lido

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Ostia - "Cosa aspetta Vizzani ad approvare lo statuto del nuovo consorzio di associazioni per il teatro del Lido? Il territorio attende da oltre un anno l'avvio della fase costituente del nuovo consorzio di associazioni locali deputate alla coprogrammazione del teatro del Lido.
La giunta Vizzani si è impegnata pubblicamente oltre un anno fa a promuovere un avviso pubblico per far nascere il nuovo consorzio di associazioni culturali, ma oltre alle parole e alle promesse nulla si è mosso nel Parlamentino del XIII municipio in piazza della stazione vecchia ad Ostia." Lo dichiara in una nota Leonardo Ragozzino, Vice Coordinatore SEL XIII Municipio.


"L'aggressione fascista della scorsa settimana nei confronti degli operatori del Teatro del Lido di via delle Sirene rappresenta un fatto di gravissima ed inaudita violenza, e tanto più deve spingere la politica a velocizzare le procedure per restituire alla città il suo unico teatro pubblico e a riconoscere il valore culturale espresso nei due anni di autogestione da parte del comitato cittadino, formato da ex lavoratori, artisti e una moltitudine di compagnie teatrali del territorio."


"Vizzani mantenga il suo impegno preso oltre un anno fa - conclude Ragozzino - e si avvii una nuova fase politica sul terreno delle politiche culturali chiamando le associazioni e la cittadinanza ad una partecipazione attiva all'interno del progetto di teatro pubblico e partecipato.





teatro del lido

 
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