Stragi mafiose e targhe stradali
Care e cari, come sapete la segreteria nazionale di SEL ha indetto una settimana di mobilitazione straordinaria per chiedere che si restituisca la piena verità sulla stagione delle stragi del ‘92/’93.
Autorevoli voci delle Istituzioni, come Piero Grasso, Carlo Azelio Ciampi, Oscar Luigi Scalfaro e tanti altri, sono tornati a ribadire con forza l’esigenza che si torni ad indagare e a cercare la verità sulla stagione stragista che costò la vita a Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e a tanti semplici cittadini. Questa esigenza non scaturisce da astratti teoremi ma nasce dalla lettura degli atti giudiziari con i quali sono stati condannati gli esecutori di quelle stragi. Che non fu solo Cosa Nostra a organizzare quei massacri e a costruire quella nuova strategia della tensione è ormai convinzione diffusa.
Festa di SEL a Ostia Antica
Dal 13 al 18 Luglio 2010 festa di SEL ad Ostia Antica, parco di via Arturo Evans, come l"anno scorso dibattiti, spettacoli, bar cubano, ottimo ristorante, bancarelle, incontri e giochi a premi. Quest'estate buttati a sinistra! La beffa di Pomigliano Il contratto nazionale del lavoro sta trovando la sua tomba a Pomigliano d’Arco. Nel referendum che ci sarà tra un mese, fra gli operai della FIAT viene chiesto ai lavoratori se preferiscono essere feriti o ammazzati, se morire di fame e restare senza reddito o lavorare come schiavi. Mi sembra un quesito malato. Ai lavoratori gli si sta chiedendo solo di sottoporsi a un ricatto pur di continuare a portare il pane a casa, pur di continuare ad avere una qualche prospettiva di vita. Il referendum non da un aut aut, non propone scelte alternative, ma disegna con chiarezza un laccio stretto intorno al collo dei lavoratori e del mondo del lavoro.Raccolta firme per l'acqua pubblica
ogni LUNEDì-MERCOLEDì E VENERDì SERA. Vi aspettiamo numerosi, l'acqua è un bene di tutti! Ricordando le donne del ponte di ferro
Costruiamo insieme un luogo dedicato ad ogni donna resistente Il 7 aprile del 1944 morivano, fucilate dai nazisti, dieci donne. Clorinda Falsetti, Italia Ferracci, Esperia Pellegrini, Elvira Ferrante, Eulalia Fiorentino, Elettra Maria Giardini, Concetta Piazza, Assunta Maria Izzi, Arialda Pistolesi, Silvia Loggreolo furono assassinate al Ponte di Ferro perchè insieme ad altri ed altre abitanti dei quartieri limitrofi avevano assaltato un forno. Volevano riprendere per la famiglia quella farina e quel pane che i fascisti negavano alla popolazione straziata dalla guerra, riservandolo ai tedeschi. I loro corpi lasciati esposti sul luogo dell’eccidio dovevano scoraggiare chi intendeva ribellarsi, Ma il ricordo del loro coraggio è ancora oggi la forza di chi cerca giustizia. Sullo stesso ponte un monumento , per lo più sconosciuto mantiene il ricordo di quelle donne. Attraverso la costruzione di un percorso storico, attraverso un continua e rinnovata lettura dei suoi contenuti, e la loro discussione in un racconto collettivo la memoria diviene elemento costitutivo del ragionare il presente e del costruire il futuro Il 7 aprile del 2010, vogliamo ricordare su quel monumento e su quel ponte il nome di ogni donna che ha resistito e resiste ai tanti soprusi quotidiani di cui sono vittime le donne nel nostro paese e nel mondo. Quella storia di resistenza ci appartiene ancora, non è finita. La resistenza delle donne è diventata pane quotidiano Ricordare e Resistere sarà parlare delle donne che ogni giorno resistono con i propri corpi, alla violenza fuori e dentro la famiglia, alle guerre, alle privazioni, alla negazione di libertà e delle diverse forme di esistenze, al razzismo e ad ogni intolleranza. Ricordarle sarà lasciare, su quel monumento e su quel ponte, insieme a quelli delle dieci donne scolpite sulla pietra, il nome di ogni donna resistente 7 aprile 2010 ponte di ferro ore 16 In ricordo delle dieci donne giustiziate dai nazifascisti In ricordo di ogni donna resistente Antifasciste romane |
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Il contratto nazionale del lavoro sta trovando la sua tomba a Pomigliano d’Arco. Nel referendum che ci sarà tra un mese, fra gli operai della FIAT viene chiesto ai lavoratori se preferiscono essere feriti o ammazzati, se morire di fame e restare senza reddito o lavorare come schiavi. Mi sembra un quesito malato. Ai lavoratori gli si sta chiedendo solo di sottoporsi a un ricatto pur di continuare a portare il pane a casa, pur di continuare ad avere una qualche prospettiva di vita. Il referendum non da un aut aut, non propone scelte alternative, ma disegna con chiarezza un laccio stretto intorno al collo dei lavoratori e del mondo del lavoro.
Potrete aderire alla campagna di raccolta firme per l'acqua pubblica preswentandovi con un documento valido alla CASA DELLA SINISTRA in via delle Saline n.55 ad Ostia Antica
Roma 7 Aprile 1944 - 7 Aprile 2010





